Pubblichiamo la nota del Gruppo di Lavoro per la Convenzione sui Diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza (Gruppo CRC), di cui l'Uisp fa parte, in merito alla comunicazione dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza di uscire dalla Rete europea dei garanti per l’infanzia (ENOC).
Il Gruppo CRC, network composto da oltre 100 associazioni che da 25 anni monitora l’attuazione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia, esprime preoccupazione e forte dissenso relativamente alla decisione dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (AGIA) di uscire dall’ENOC - European network of ombudspersons for children. ENOC è stata fondata nel 1997, ed oggi aderiscono alla rete 44 istituzioni indipendenti di 34 Paesi membri del Consiglio d'Europa, 22 dei quali dell'UE, con l'obiettivo di facilitare l'applicazione dei diritti e dei principi della Convenzione ONU sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza (CRC).
Abbandonare un coordinamento transnazionale di questo tipo è una scelta grave che rischia di isolare l'Autorità garante italiana dal confronto europeo e rappresenta un arretramento rispetto al percorso di rafforzamento della cultura dei diritti che il Gruppo CRC ha contribuito a promuovere in questi anni chiedendo, tra l’altro, proprio l’approvazione di una legge che prevedesse anche in Italia un’Autorità indipendente per la tutela dei diritti dell’infanzia.
La scelta è stata motivata dalla mancata pubblicazione di una dissenting opinion sullo statement annuale della rete ENOC, approvato a maggioranza, dedicato quest’anno ai diritti dei bambini e dei ragazzi LGBTQIA+. Tale scelta appare sproporzionata, considerando che il dissenso può essere espresso, anche pubblicamente, attraverso altri strumenti, mantenendo aperto il confronto all'interno della rete.
La decisione solleva inoltre interrogativi considerando anche il coinvolgimento dei ragazzi e ragazze della Consulta nazionale dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza che proprio lo scorso luglio hanno partecipato a Dublino all’edizione 2026 del Forum Enya (European network of young advisors), sul tema Let’s talk young, let’s talk about the rights of LGBTQIA+ young people. L’iniziativa era promossa dall’ENOC e nei mesi precedenti il Forum i ragazzi e ragazze dei dieci paesi coinvolti nel progetto hanno approfondito in una serie di incontri il tema annuale scelto dall’Enoc per il 2026. Si sono incontrati quindi a Dublino per adottare una serie di raccomandazioni comuni da presentare ai garanti della Rete in occasione della Conferenza annuale e Assemblea generale. Il Gruppo CRC ritiene fondamentale che le raccomandazioni elaborate dalle ragazze e dai ragazzi trovino pieno ascolto, in coerenza con l'articolo 12 della Convenzione ONU sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza.
Il Gruppo CRC evidenzia infine che proprio in questo momento storico le politiche di promozione, partecipazione, e inclusione vadano supportate e che le occasioni di confronto in seno all’ENOC rappresentino un patrimonio di relazioni, conoscenze ed esperienze condivise, che contribuisce a rafforzare il ruolo delle autorità indipendenti e a promuovere l'attuazione della Convenzione ONU sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza.
Il Gruppo CRC[1] invita pertanto l’Autorità Garante a rivedere la propria decisione e restare nella rete ENOC.
[1] Le associazioni del Gruppo CRC sono elencate a questo link. Ai.Bi. ETS non aderisce non volendo esprimere giudizi nel merito del caso specifico, ma condivide l'importanza della partecipazione di AGIA all’ENOC.